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DIGITAL MARKETING TRENDS 2017

December 27, 2016

 

Una sintesi di quelli che saranno i digital marketing trends più importanti nel 2017, tra social media, live streaming, mobile e forme di intelligenza artificiale.

 

Alla fine di un 2016 affollatissimo di novità sul piano della tecnologia e degli sviluppi per il marketing online, abbiamo provato a ragionare su quelli che saranno i principali trends di digital marketing del 2017. Tra i tanti, ne abbiamo scelti 5.

 

Sarà sempre più “individual marketing”

 

Il primo dei digital marketing trends 2017 sarà sicuramente incentrato sull’importanza che sempre più rivestirà la figura dell’utente inteso non più all’interno di un gruppo o un cluster con caratteristiche simili, ma proprio come singolo individuo. Sì, perché nello scenario in cui ci muoviamo, con la quantità e qualità degli strumenti che abbiamo a disposizione, possiamo conoscere i nostri potenziali clienti uno ad uno e strutturare quindi comunicazioni promozionali e azioni di marketing letteralmente personalizzate. Non solo per ciò che riguarda il contenuto, il linguaggio e i toni che usiamo, ma anche per il momento in cui scriviamo, scelto esattamente sulle abitudini attentamente registrate di chi ci segue ed ha mostrato interesse per noi.

 

L’anno dell’intelligenza artificiale, tra IoT, machine learning e BOT

 

Altro aspetto da tenere in considerazione è la crescente diffusione, a tutti i livelli, dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale. In primo luogo il machine learning, che consente di monitorare tutte le azioni compiute su pagine web, social media, piattaforme, applicazioni, e di automatizzare azioni in base ai dati raccolti ed elaborati. Poi una particolare attenzione andrà anche sull’Internet of Things (IoT), quasi onnipresente ovunque, anche addosso, quando ad esempio portiamo uno smart watch. Infine, non dimentichiamo i BOT, i “robot” che eseguono con noi le ricerche vocali sui device mobili o ci forniscono servizi personalizzati su piattaforme di messaging e non solo, rispondendo a nostre sollecitazioni, per poi perfezionarsi automaticamente. Esperimenti che vanno sempre più avanti e si muovono nella direzione di una relazione one-to-one con l’utente, in cui la macchina non solo anticipa le necessità della persona, tecnicamente più facili da osservare, ma proverà anche ad intuirne i desideri e a fornirgli delle risposte in questo senso. Tra i digital marketing trends 2017, quello dell’intelligenza artificiale è sicuramente uno dei più stimolanti e interessanti.

 

 

Video e live streaming tra i contenuti top, anche nel 2017

 

L’apertura dei principali social media allo streaming live è solo l’ultimo atto del percorso che ha portato il formato video ad essere il re dei contenuti fruiti sul web. E i trend per il 2017 lo indicano sempre più affermato, anche nel digital advertising. Di recente ci siamo occupati non solo dei grandi numeri relativi al social streaming, ma anche di come il video sia una forma di storytelling aziendale che può fare davvero la differenza nello scenario del digital marketing. Per l’anno a venire sarà importante riuscire a stare al passo con tutte le forme di video advertising e video marketing, presidiando tutte le più efficaci piattaforme social su cui possono essere veicolati, badando a non puntare solo a buoni risultati in termini di quantità (sul modello della TV tradizionale), quanto piuttosto all’efficacia del messaggio in relazione all’engagement da questo generato.

 

 

Si diffonde l’influencer marketing, ma con qualche novità

 

Dopo le ultime mosse dei social in questa direzione, uno dei digital marketing trends 2017 più importanti per chi fa comunicazione e advertising online è l’affermazione su scala sempre più ampia dell’influencer marketing. L’evoluzione del vecchio testimonial TV in chiave social si è affermata proprio per una maggiore vicinanza avvertita dalle persone rispetto all’influencer: sono suoi follower e si suppone che ne condividano e/o apprezzino opinioni, stile di vita, interessi, scelte e gli diano fiducia quando consiglia un marchio, un prodotto o un servizio. Ma anche in questo campo c’è già una prima rivoluzione in atto: non si cercano solo i grandi influencer, che in virtù di una audience molto ampia garantiscono una visibilità su larga scala, ma si cercano sempre più anche i cosiddetti micro-influencer, persone “normali”, appassionate e/o esperte in determinati settori, con una loro audience di rispetto, decisamente più limitata rispetto ai “grandi”, ma molto partecipe e propensa a seguire concretamente consigli, opinioni e recensioni rilasciate su contenuti, brand, prodotti o altro. Lavorare sui grandi numeri o su una o più nicchie di mercato sarà la prima scelta da fare prima di partire con una campagna di influencer marketing.

 

 

Il lento affermarsi della ricerca vocale: cosa potrebbe cambiare?

 

Si tratta di una modalità di navigazione e interazione con i device ancora in lenta evoluzione, ma i numeri della ricerca vocale cominciano ad essere significativi: secondo una ricerca svolta nel 2014 e aggiornata nel 2015, il 55% dei teenager e il 41% degli adulti utilizzava la ricerca vocale almeno una volta al giorno e possiamo essere certi che nel 2016 queste percentuali siano cresciute ancora. In più, pare che nel 2015 il 10% delle query sia stato effettuato a voce e si stima che nel 2050 si arriverà al 50%. L’utilizzo di Siri (iOS), di Google Now (Android) o Cortana (Windows Phone) avviene infatti da un lato per inviare messaggi, effettuare chiamate, dettare testi, ecc., dall’altro – e con percentuali altissime in tutte le fasce di età – per effettuare ricerche che riguardino la geolocalizzazione, la ricerca di percorsi (25% del totale nel 2015) oppure per una interrogazione vera e propria dei motori di ricerca, Google su tutti. Quest’ultimo utilizzo sta avendo e avrà sempre più impatto sulla SEO dal punto di vista dei contenuti costruiti ad hoc per posizionarsi al meglio sui motori di ricerca. Se infatti digitando si tende a sintetizzare al massimo, con la voce le ricerche vengono formulate in modo più “colloquiale”, più dettagliato e spesso in forma di domanda a cui si cerca una risposta. Potrà così essere utile – ad esempio – strutturare i testi delle pagine o gli articoli in paragrafi in cui i titoli siano domande alle quali poi man mano viene data risposta, ma le implicazioni saranno anche molte altre. Questo finché parliamo di assistenti vocali su smartphone e dispositivi mobili in genere. Perché se poi pensiamo al loro uso per dispositivi come Google Home o Amazon Echo torniamo all’Internet delle cose e parliamo di fatto di una SEO virtuale e senza SERP, nella quale, ad eccezione delle ricerche Local, le possibilità per il marketing paiono decisamente ristrette.

È sempre più un web mobile-first

Dal quadro che abbiamo tracciato emerge chiaramente anche il fatto che il 2017 sarà ancora e sempre più l’anno del mobile-first: il 75% della fruizione web avverrà da smartphone e tablet e continuerà a plasmare i contenuti in rete perché siano fruibili in modalità e user experience sempre migliori.

 

 

 

 

Fonte: www.axelero.it

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